Sabato 14 ottobre, nella gremita aula magna dell’I.T.I.S. Avogadro, abbiamo capito insieme qualcosa di più sul fenomeno del bullismo.
Il grande successo del Convegno organizzato dal Centro di Psicologia Ulisse e gentilmente ospitato dall’ormai consolidata collaborazione con il preside Tommaso De Luca è in primis legato alla qualità dei relatori e all’ampiezza tematica dei contributi che si sono susseguiti durante un’intensa mattinata, capace di tenere fissa e viva l’attenzione delle oltre 220 persone sedute in sala.
Un grazie sincero va ai rappresentanti delle istituzioni che hanno accolto l’invito a presenziare a un’occasione che per il Centro Ulisse, attraverso le parole della psicoterapeuta Alessandra Crispino, merita un’attenzione particolare: l’assessora all’Istruzione, al Lavoro e alla Formazione della Regione Piemonte Gianna Pentenero, l’assessora all’Istruzione del Comune di Torino Federica Patti, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Franco Calcagno e il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte Alessandro Lombardo.
Ad aprire il giro dei contributi teorici è stato Mauro Martinasso, direttore del Centro Ulisse, che con il suo intervento dal titolo “Il buono, il bullo e il cattivo” ha voluto sottolineare come l’ottica che stigmatizza il bullo come aggressore e il bullizzato come vittima deve essere rimessa in discussione attraverso uno sguardo che metta al centro dell’attenzione il gruppo dentro il quale tali ruoli vengono giocati: importanza fondamentale all’interno del fenomeno acquistano dunque gli altri, chi sta a guardare.
Dopo di lui la moderatrice Magda Ferraris ha passato la parola a Georgia Zara, Presidente del Corso di Laurea in Psicologia Criminologica e Forense dell’Università di Torino, ha raccontato in modo estremamente chiaro e coinvolgente la sua lunga esperienza di ricerca sul tema della prevenzione nei giovani e su quanta strada ci sia ancora da fare in tale direzione.
Anna Maria Baldelli, Procuratore capo della Procura dei Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, ha insistito ulteriormente e con forza sul tema della prevenzione, unica arma possibile per evitare che episodi drammatici come quelli che in prima persona ha dovuto analizzare durante la sua professione si ripetano.
Emanuela Calandri, docente di Psicologia dello Sviluppo del Dipartimento di Psicologia all’Università di Torino, ha presentato alla platea un tema ancora poco dibattuto, quello del Bullismo al femminile. Perché chi pensa al bullo solo in termini di maschi violenti trascura una parte importante del fenomeno.
Francesco Remotti, Professore Emerito di Antropologia Culturale, ha concluso i contributi teorici della prima parte della mattinata, parlando dei rapporti di scherzo e della funzione catartica che in alcune popolazioni scambi dialettici violenti e per noi inaccettabili possono assumere, facilitando l’espulsione di malumori e rancori che ognuno di noi tiene al proprio interno.
La seconda parte della mattinata, moderata da Tommaso De Luca, si è concentrata sulle esperienze e sulle risorse che è possibile mettere in campo per affrontare il bullismo e ha visto il susseguirsi di interventi di figure appartenenti a diversi ambiti lavorativi ma coinvolte in modo frequente con il mondo dei ragazzi e le sue problematiche. Le docenti Barbara Guagliumi e Paola Fiordalisi hanno raccontato la loro esperienza all’interno della scuole secondarie di I e II grado, evidenziando i punti di forza a cui gli insegnanti quotidianamente fanno riferimento e le problematiche che più difficilmente si riescono ad affrontare. Ilaria Gomiero, Psicologa del Centro Ulisse, ha evidenziato con chiarezza i principi del Web, dei Social Network e della deriva Cybertecnologica del bullismo, componente non più trascurabile qualora ci si occupi di tale problematica. Il mondo reale e il mondo tecnologico assumono sempre più contorni sfumati nella visione dei ragazzi, con conseguenze spesso preoccupanti. Cristina Colet e Tea Taramino hanno dato un prezioso contributo alla discussione grazie alle loro competenze: pare sempre più evidente che una seria azione di prevenzione dei più importanti disagi giovanili non possa prescindere dalla collaborazione col mondo del cinema e dell’arte, canale privilegiato per entrare in una comunicazione non giudicante con il mondo degli adolescenti. A chiudere la giornata l’intervento di Luca Tizzani, Allenatore FIDAL, che dà spazio ad un’altra indispensabile arma a disposizione della prevenzione: lo sport. Sport come motivo di aggregazione, come luogo privilegiato per apprendere il senso della collettività e del rispetto, nonché come occasione di canalizzare in modo positivo l’energia e l’aggressività, componente fisiologicamente presente in ciascuno di noi.
Il Centro Ulisse, orgoglioso dell’esito di una giornata intensa e produttiva, ringrazia tutti i docenti, gli psicologi, i membri delle forze dell’ordine presenti in sala per documentarsi e interessarsi ad un problema di cui si sente molto parlare ma verso il quale, spesso, ci si sente indifesi.
Il convegno è stato notato anche da La Repubblica, che scrive così https://goo.gl/sq3yeo
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Per consultare le slide dell’intervento è possibile scaricare il pdf – slide CONVEGNO 14 OTTOBRE